Modalità di degustazione (parte 1 di 4)

I concorsi enologici sono caratterizzati generalmente da:

  1. un elevato numero di vini da giudicare,
  2. un limitato numero di assaggiatori,
  3. un panel di degustatori piuttosto eterogeneo per gusti e preferenze.

Ne consegue che:

  1. non tutti i degustatori possono valutare ciascun vino a causa del poco tempo a disposizione, per cui,
  2. vengono composte delle commissioni d'assaggio
  3. che degustano una serie di vini nella medesima sequenza.
  4. Come abilità degustativa viene valutata unicamente la capacità di dare giudizi concordi con quelli degli altri membri della commissione.

Gli svantaggi che una procedura di questo tipo comportasono:

  1. La valutazione di un vino dipende molto dalle esigenze della commissione che lo giudica,
  2. dal livello qualitativo della serie in cui esso si trova,
  3. dalla sequenza dei campioni all'interno delle serie.

Il metodo con cui è possibile evitare o ridurre tali errori sistematici consiste nel:

  1. Adottare il principio di casualità il più frequentemente possibile.
  2. Ogni vino dovrebbe poter essere proposto durante la degustazione in tutte le combinazioni possibili tra degustatore, serie e sequenza.
  3. Tramite un generatore casuale di numeri viene assegnato a ciascun degustatore un certo numero di vini, scelti in modo randomizzato tra quelli da valutare.
  4. In questo modo ogni giudice ha con molta probabilità una selezione ed una sequenza di vini uniche.
  5. Ogni degustatore è in questo modo la sua propria commissione facendo si che il numero delle combinazioni possibile sia massimizzato.
  6. I vini vengono versati e giudicati uno ad uno

Anche degustatori esperti sono soggetti alla forma giornaliera. Per impedire che giudizi, frutto di degustatori poco sensibili e poco stabili nel tempo, entrino nell’elaborazione finale dei dati, i giudici vengono sottoposti continuamente ad un controllo che valuta la loro capacità di discriminare campioni diversi e di riprodurre il giudizio relativo a campioni uguali presentati più volte.

Il rapporto tra queste due attitudini dà il cosidetto valore di F. I degustatori, il cui valore di F non supera il limite inferiore dell’intervallo di fiducia, non vengono considerati nei calcoli finali.

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