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Modalità di degustazione (parte 1 di 4) I concorsi enologici sono caratterizzati generalmente da:
- un elevato numero di vini da giudicare,
- un limitato numero di assaggiatori,
- un panel di degustatori piuttosto eterogeneo per gusti e preferenze.
Ne consegue che:
- non tutti i degustatori possono valutare ciascun vino a causa del poco tempo a disposizione, per cui,
- vengono composte delle commissioni d'assaggio
- che degustano una serie di vini nella medesima sequenza.
- Come abilità degustativa viene valutata unicamente la capacità di dare giudizi concordi con quelli degli altri membri della commissione.
Gli svantaggi che una procedura di questo tipo comportasono:
- La valutazione di un vino dipende molto dalle esigenze della commissione che lo giudica,
- dal livello qualitativo della serie in cui esso si trova,
- dalla sequenza dei campioni all'interno delle serie.
Il metodo con cui è possibile evitare o ridurre tali errori sistematici consiste nel:
- Adottare il principio di casualità il più frequentemente possibile.
- Ogni vino dovrebbe poter essere proposto durante la degustazione in tutte le combinazioni possibili tra degustatore, serie e sequenza.
- Tramite un generatore casuale di numeri viene assegnato a ciascun degustatore un certo numero di vini, scelti in modo randomizzato tra quelli da valutare.
- In questo modo ogni giudice ha con molta probabilità una selezione ed una sequenza di vini uniche.
- Ogni degustatore è in questo modo la sua propria commissione facendo si che il numero delle combinazioni possibile sia massimizzato.
- I vini vengono versati e giudicati uno ad uno
Anche degustatori esperti sono soggetti alla forma giornaliera. Per impedire che giudizi, frutto di degustatori poco sensibili e poco stabili nel tempo, entrino nell’elaborazione finale dei dati, i giudici vengono sottoposti continuamente ad un controllo che valuta la loro capacità di discriminare campioni diversi e di riprodurre il giudizio relativo a campioni uguali presentati più volte.
Il rapporto tra queste due attitudini dà il cosidetto valore di F. I degustatori, il cui valore di F non supera il limite inferiore dell’intervallo di fiducia, non vengono considerati nei calcoli finali. avanti alla 2. parte
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